A volte ritornano

“Qui è ancora buio e piove. E’ la serata ideale. C’è qualcosa che voglio mostrarvi, qualcosa che voglio farvi toccare. È in una stanza non lontano da qui: anzi, vicinissima, quasi quanto la pagina successiva. Vogliamo andare?”
Dalla Prefazione

Trasmettere emozioni sulla carta è molto più difficile rispetto alle immagini, ancora di più se si sta parlando di racconti e non di romanzi.
Stephen King riesce in 20 racconti riuniti nell’antologia A volte ritornano, ad affrontare storie di paura (e non solo) non ripetendosi mai e mostrando molte delle qualità che si ritroveranno nelle opere successive.
Bisogna considerare che si tratta del 5° libro pubblicato, ma i racconti vennero scritti prima dei romanzi di successo Le notti di Salem e Shining, quando aveva solo 23 anni.
Al di là delle tematiche che affronta per il quale viene riduttivamente etichettato, si nota già una notevole padronanza del mezzo come costruzioni narrative basate su un efficacie utilizzo dei salti temporali, analessi e prolessi.
La cosa più rilevante non è, come si può pensare, la descrizione di mostri, vampiri e altre creature, ma delle paure recondite che li originano. I mostri li creiamo noi, lui crea l’atmosfera, il terreno fertile per farli nascere nella nostra mente. Fa più paura un mostro o una cantina buia dove non sappiamo cosa ci possa essere nascosto?
In questa raccolta passa con disinvoltura a descrivere la paura: dello spazio (Io sono la porta), dell’eccessiva pavimentazione (Camion), dell’altezza (Il cornicione), di estesi campi di grano (I figli del grano), di una macchina bloccata nella neve (Il bicchiere della staffa).
Senza contare che fra le storie più riuscite ve ne sono due in cui non sono presenti elementi horror o fantastici: Risacca notturna che darà origine al romanzo L’ombra dello scorpione e L’ultimo piolo – ok c’è il brivido di una scala che si può rompere, ma non è fondamentale – dove in 13 pagine costruisce una storia drammatica e commovente.

Qui di seguito ho buttato giù i voti – puramente indicativi – di ogni racconto in una scala da 1 a 5:

Jerusalem’s lot – 4
Secondo turno di notte – 2
Risacca notturna – 3,5
Io sono la porta – 3
Il compressore – 2
Il baubau – 2,5
Materia grigia – 3
Campo di battaglia – 2,5
Camion – 3
A volte ritornano – 3
Primavera di fragole – 3
Il cornicione – 3,5
La falciatrice – 2
Quitters, Inc. – 3
So di che cosa hai bisogno – 3
I figli del grano – 3
L’ultimo piolo – 3,5
L’uomo che amava i fiori – 3
Il bicchiere della staffa – 3,5
La donna nella stanza – 2,5

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