La fine del mondo

Di film che raccontano l’immaturità ce ne sono molti (recentemente anche la trilogia di Una notte da leoni). Nessuno però l’ha mai affrontata con l’originalità di Edgar Wright.
Travestito da commedia mainstream, La fine del mondo conclude splendidamente la cosiddetta “Trilogia del cornetto” dopo i primi due capitoli che omaggiano rispettivamente zombi-movie e polizieschi.
Quello che stupisce maggiormente è come non si tratti di parodie ma di vere e proprie riletture in cui il genere, in questo caso la fantascienza, non viene messo in ridicolo ma lo si realizza con la massima perizia cogliendone il lato divertente senza snaturarlo.
Le scene d’azione sono infatti ben dirette e coreografate e le immancabili citazioni di cult come Ultimatum alla terra e L’invasione degli ultracorpi non stonano ma arricchiscono una base solida.
La fantascienza viene affrontata come vorremmo sempre vedere, ovvero come metafora di una realtà sociale. Motore dell’azione e non semplice carrozzeria.
E’ quasi assurdo che sia proposta in modo così soddisfacente e superiore a prodotti che si dichiarano tali da un film che vuole parlare di altro.
Se il finale de L’alba dei morti dementi regalava un’immagine estremamente forte sull’amicizia virile, anche qui viene raccontata con un’intensità ancora più profonda ed estrema. Come dicevamo all’inizio la crescita e l’amicizia hanno sempre accompagnato la filmografia del regista che qui alza la posta aggiungendo ai due soliti protagonisti – Simon Pegg e Nick Frost – altri tre attori di un cast all british perfettamente in parte e ognuno con un suo peso specifico ben calibrato.
Questo accumulo di storie e generi potenzialmente deleteri dimostrano invece l’incredibile abilità di passare in pochi minuti da una scazzottata ad un dialogo commovente e rendere Simon Pegg prima eccessivamente e quasi fastidiosamente gigione, poi così umanamente tragico da non poter non adorarlo.
Nel cinema la risposta fornita per non rimanere degli eterni ragazzi è sempre la stessa: bisogna crescere ed assumersi le proprie responsabilità. Anche in questo caso viene enunciata fieramente per essere poi contraddetta nei fatti. Se non vuoi cambiare niente può impedirlo, neanche la fine del mondo.

P.s.: Qui potete trovare anche la video-recensione del film!

Andrew (NIck Frost), Sam (Rosamund Pike), Steven (Paddy Considine), Peter (Eddie Marsan), Oliver (Martin Freeman), Gary (Simon Pegg)

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