American Hustle

Se maturi come regista ma ti adagi sugli allori rendi tutto vano. David O. Russel negli ultimi tre film è cresciuto esponenzialmente, insieme alla sua ambizione: non racconti una storia di truffe e inganni con evidenti influenze scorsesiane in 138 minuti se non sei in grado di maneggiare la materia a disposizione.
L’inizio di American Hustle è geniale. Mostra il truffatore Irving Rosenfeld (Christian Bale) intento nella difficile operazione di sistemarsi il riporto dei capelli con un improbabile parrucchino. Poco dopo in un battibecco col federale Richie DiMaso (Bradley Copper), quest’ultimo gli rovina la preziosa acconciatura.
Questo semplice gesto ci permette di entrare subito in sintonia con i due personaggi e scatena un efficacissimo effetto comico che ritroveremo troppe poche volte nel film. Curiosamente alcuni fra gli scambi più riusciti sono quelli che coinvolgono Richie e il suo superiore interpretato da Louis C.K., visto anche nel recente Blue Jasmine.
Eppure questo turbinio di parole e musica anni ’70 a tratti sembra viaggiare col pilota automatico e non trasmette l’entusiasmo o l’energia che vorrebbe sprigionare. La confezione è impeccabile, non manca di ritmo, ma si ha la percezione di una durata eccessiva. I cinque attori protagonisti sono formidabili ma non ti coinvolgono pienamente come accadeva con i due emarginati de Il lato positivo.
È come se si venisse colpiti da un temporale passeggero, puoi farti travolgere completamente e godere degli scambi ironici e continuamente sopra le righe degli interpreti, ma puoi anche essere sotto un riparo e trovare questo dinamico scontro di personalità un po’ fine a se stesso. Quantomeno non così raffinato o approfondito da sorreggere una struttura che giustamente si affida a loro più che agli intrecci della trama.
Non basta sfiorare abilmente gli aspetti ironici, drammatici e sentimentali dei rapporti se a questi non aggiungi quella cattiveria e quel cinismo che possono portare lo spettatore ad amare personaggi ambigui e sbandati e a convincerlo fino in fondo nella redenzione di Irving. Se no hai costruito un bellissimo castello di carta.
Russel ha tutti i numeri per diventare grande a patto che non faccia prevalere il troppo amore per i suoi personaggi e la forma sul contenuto.

Richie DiMaso (Bradley Cooper) e Irving Rosenfeld (Christian Bale)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Recensioni, Stagione 2013-14 e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...