Guardiani della galassia

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Prima di viaggiare nella galassia, entriamo nell’universo di Peter Quill/Star Lord grazie ad un bellissimo prologo ambientato sulla Terra che avrà una grande importanza nello sviluppo narrativo. Da tempo non assistevamo ad un momento così emotivamente d’impatto pur nella sua semplicità in un film che più di tutti sembra essere a suo agio nella collaudata e ripetitiva formula dei Marvel Studios.
Al di là dei mirabolanti effetti speciali e delle giostre visive, emerge una scrittura non banale, a tratti folle, che dà corpo ed anima ad ognuno dei cinque protagonisti. Non era scontato il successo nel dover introdurre personaggi e ambienti mai visti e sarebbe stato molto facile sfruttare la parlantina del procione Rocket Racoon e il quasi mutismo dell’albero Groot solo in chiave comica.
Invece è bello vedere come ognuno di loro percorra una piccolo arco narrativo che attraverso gesti o battute li allontana dalla sbrigativa definizione di criminali. Con grande naturalezza entriamo subito in empatia con i loro caratteri, le loro sofferenze e non ci stupiamo se più che sapere se riusciranno a salvare l’universo vogliamo scoprire cosa c’è nel regalo di Peter Quill o sentire se Groot dirà qualcosa di diverso da “Io sono Groot”. Dettagli importantissimi in un film che ruota tutto sul concetto di amicizia, sulla necessità di contare l’uno sull’altro e lo esprime nel migliore dei modi.
Questa cura per i personaggi fa passare in secondo piano l’importanza dell’azione che tuttavia per quantità e pomposità è messa inevitabilmente in evidenza, tanto da rendere più difficile apprezzare tutto quello che rende i Guardiani della galassia diverso dall’ordinario. Già solo la trovata di scandire l’azione con una colonna sonora ascoltata direttamente dal protagonista con un walkman vale metà biglietto. A questa aggiungiamo inaspettate scene di ballo e citazioni della cultura terrestre – da Pollock a Flashdance – che nessuno capisce. Troppa azione quando il miglior effetto speciale sono le interazioni e l’evoluzione del rapporto fra i guardiani. Se James Gunn pecca in questo aspetto – anche se nei singoli momenti regala immagini iconiche – fa sentire la sua mano piazzando le scene più intense nei momenti giusti e lasciando intuire che ci possa davvero essere spazio per prodotti diversi dal solito.
Per questo Guardiani della galassia si presenta come tra i più interessanti nei contenuti nella più apparentemente consueta delle forme.

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