The Judge

Pubblicato da logomerig-132-e13679563809294

L’inizio fa un po’ tremare tutti quelli che sperano di vedere finalmente Robert Downey Jr, alle prese con un ruolo diverso dal solito. Mostrarlo nei panni di un avvocato – emblema dell’uomo prepotente e sicuro di sé – urinare su di un collega fin dalla prima scena non è sicuramente il miglior biglietto da visita. Così come il voler suscitare empatia sfruttando in un colpo solo le carte del matrimonio in crisi e del padre amorevole.
Ma in poco tempo il film si impegna per cercare di andare oltre la sua natura di legal-drama e trasformarsi in un prodotto che almeno in parte rinnega se stesso compiendo scelte coraggiose, anche a fronte dell’ennesima storia di riscatto personale. Senza raccontare nulla di nuovo nella trama – che vede Hank Palmer (Downey Jr.) tornare nella città natia per la morte della madre e dover difendere da un’accusa di omicidio il padre (Robert Duvall) con cui non parla da anni – si prende tutto il tempo necessario per dar vita ad un credibile intreccio familiare e far funzionare anche le inevitabili concessioni all’umorismo più immediato e ai risvolti più banali che senza questa attenzione renderebbero quella di The Judge una storia come tante.
Il regista è sicuramente consapevole che gran parte dell’attenzione del pubblico è rivolta verso il suo protagonista ed è bravo nel cercare di sfruttare le caratteristiche per cui tutti lo conosciamo riempendole di forza e significato in relazione al rapporto col padre.
Ogni aspetto passa sotto il rullo compressore dei loro litigi e dei tentativi di riavvicinamento, anche il lato investigativo non prevale ma viene utilizzato come un pretesto per scavare nel loro passato. Tutti i rancori e le tensioni sono affrontati con una serietà e intensità lodevoli dall’inizio alla fine e soprattutto una coerenza che nonostante il susseguirsi di disgrazie non porta a prevedibili riconciliazioni. Basta un momento preciso, la sequenza in cui Hank aiuta il padre in bagno, per  capire tutto questo e trovare una perfetta sintesi del senso più profondo del film.
Non si sceglie né la facile strada del perdono né dell’eccessiva drammatizzazione ma piano piano si cercano di capire le motivazioni, come se raccogliessimo prove e testimonianze di un processo e ottenessimo un verdetto in cui entrambe le parti hanno ragione.

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Una risposta a The Judge

  1. wwayne ha detto:

    Ho recensito un altro film con Robert Duvall: https://wwayne.wordpress.com/2015/01/22/mettiti-nei-miei-panni/. Che ne pensi?

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