Quale regista per Thor: Ragnarok?

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Una veloce panoramica dei registi che personalmente mi piacerebbe vedere al timone del terzo capitolo dell’eroe Asgardiano. L’elenco assolutamente ipotetico verte su nomi che spero potrebbero contribuire a dare un tono più epico e drammatico ad un film che per forza di cose dovrà essere più maturo. Il titolo fa infatti riferimento al Ragnarok e alla distruzione di Asgard (nei fumetti).
Molti dei registi più interessanti degli ultimi anni sono già occupati: Neill Blompkamp con Alien 5, Gareth Edwards con il primo spin-off di Star Wars, Ruper Wyatt con Gambit, Matt Reeves – il favorito per la Marvel – impegnato probabilmente con il sequel di Apes revolution e Rupert Sanders bloccato per la versione live-action del manga Ghost in the shell. Vediamo chi rimane.

Matthew Vaughn

Già questo è un nome difficile essendo maggiormente legato alla Fox con cui ha girato X-men: L’inizio. Prima di questo era stato scelto per X-men: Conflitto finale, che ha abbandonato, e proprio per il primo Thor, passato poi a Kenneth Branagh.
Con Kingsman – Secret Service torna allo spirito scanzonato di Kick-ass, diverte e si diverte scagliandosi contro l’élite governativa e la tecnologia, aggiunge tocchi di meta-cinema e dimostra di essere uno dei registi che più si avvicina allo stile di Edgar Wright.

Duncan Jones

Anche questo è praticamente impossibile, ma mi andava di metterlo visto che è uno dei giovani più interessanti. Moon in special modo e Source Code sono due gioielli, vedremo come se la caverà con in mano un budget imponente per realizzare Warcraft tratto dal celebre videogame. L’uscita prevista a Giugno del 2016 probabilmente non gli permetterebbe di gettarsi su un altro film di tali proporzioni.

Gore Verbinski

Potrebbe essere uno dei più indicati: già esperto in materia di grossi progetti – sua la trilogia de I pirati dei Caraibi – ha confermato le sue doti anche col successivo The Lone Ranger. Presentato come una versione dei Pirati in salsa western è invece un blockbuster più intelligente della media che mette alla berlina il popolo americano visto come violento conquistatore ai danni dei nativi. Naturalmente non è stato apprezzato e non ha avuto successo.

Brad Bird

Tomorrowland è stato un flop ma ha già dimostrato di avere una sua personalità confezionando il miglior episodio della saga di Mission:Impossible. Il passaggio dall’animazione – Gli Incredibili e Ratatouille – al live-action sembra non aver diminuito le sue capacità.

Sam Raimi

Proprio lui. Il regista di Spider-man sarebbe personalmente la scelta più coraggiosa, da sempre in grado di mescolare perfettamente ironia e dramma. Bravissimo tecnicamente, passa con disinvoltura da progetti personali come La Casa 2 a film più commerciali. Drag me to hell è uno degli horror più folli e geniali degli ultimi anni e anche con un prodotto edulcorato e banale come Il grande e potente Oz ha fatto un lavoro più che dignitoso che se fosse stato diretto da qualcun altro sarebbe stato probabilmente ancora più dimenticabile.

Alla luce della scelta di Jon Watts come regista del nuovo Spider-man è probabile che anche qui la scelta ricada su un nome poco conosciuto. Era più una scusa per recuperare un po’ di film.

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