Predestination

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Un uomo stanco della vita e del suo lavoro, in cambio della promessa di una bottiglia gratis racconta la sua incredibile storia ad un barista.
Inizia così, nel modo più inconsueto, questo film di fantascienza sui viaggi nel tempo. Con quella che si potrebbe definire frettolosamente una lunga introduzione ma che con uno sguardo libero dalla frenesia di voler sapere tutto subito costituirà il bagaglio narrativo/emotivo che sarà fondamentale per andare avanti. Quando ti aspetti che la narrazione prenda una piega diversa e si incanali entro certi binari è proprio lì che si vede la coerenza di Predestination nel non tradire il suo ritmo, come se dovesse recuperare il tempo perduto, e non forzare l’avvento del climax finale con l’accumulo di eventi e rivelazioni.
I colpi di scena, spesso la linfa vitale per questo tipo di storie, pur presenti sembrano avere poca importanza tanto sono ben integrati nella narrazione. Potremmo addirittura affermare che non ce ne siano, tutto ci viene mostrato fin dall’inizio e solo ripercorrendo gli eventi da prospettive (temporali) diverse, con la consapevolezza che si accumula pian piano, faremo nuove scoperte non solo grazie ai dialoghi che tanto occupano la prima parte ma ad immagini che hanno la capacità di ribaltare quanto visto precedentemente.
Dopo aver affrontato i vampiri con un piglio originale nella loro precedente incursione nell’horror, il grande merito dei fratelli Spierig è quello di trovare nei tempi e nella regia prima di tutto il piacere intrinseco del racconto necessario a dare un fondamentale sostegno alle immagini e a costruire l’impalcatura del film stesso. Così ci si accorge che i classici temi della fantascienza non vengono affrontati a voce alta e con leggerezza ma fanno anche loro parte del tessuto narrativo che lega profondamente storia e personaggi. Dalla più evidente dialettica tra Caso e Destino a quella appena accennata ma forse ancora più intimamente legata alle azioni tra Amore e Scopo. Affrontarli attraverso il genere permetterà di gettare una nuova luce su ogni aspetto: forse le nostre scelte, anche se apparentemente intrise di pessimismo e frustrazione, sono mosse da qualcosa di più grande e dove crediamo che domini il Caso, ci può essere qualcosa di inevitabile, di predestinato. La vita incredibile del protagonista può celare qualcosa di ancora più straordinario. A patto di saper viaggiare nel tempo.

John e il barista (Ethan Hawke)

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